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Christopher Dietz: Wer nicht riechen will, muss fühlen. Geruch und Geruchssinn im Werk Heimito von Doderers |
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Wer nicht riechen will, muss fühlen.
Geruch und Geruchssinn im Werk Heimito von
Doderers. 140 pagine, brossura, formato 20,5 x 154, 5; L'opera dello scrittore austriaco Heimito von Doderer (1896-1966) è tra le opere più complesse e, al contempo, meno lette del Novecento. Doderer è noto alla maggior parte dei lettori come l'autore, politicamente sospetto, di farse grottesche (Die Merowinger) o di romanzi vasti e ramificati (Die Strudlhofstiege, Die Dämonen). Perciò, il titolo di questo libro, che si occupa dell'olfatto nell'opera di Doderer, potrà apparire stravagante, ma è proprio partendo da temi marginali che è possibile afferrare il nucleo centrale dell'opera di Doderer, che consiste appunto nel "definire l'individuale, il sentimentale, il sensuale e il poetico" (Roland Koch). Tra i grandi meriti di Doderer va annoverata la sua abilità nel "riscoprire" e descrivere in modo impareggiabile la sua città natale, Vienna, in cui visse e lavorò per tutta la vita. Non vi è lettore della "Strudlhofstiege" che non trattenga in sé per lungo tempo l'eco degli spazi appartati e silenziosi della topografia viennese, delle "aure", dei "Genia loci" che l'autore ha quasi impercettibilmente profuso nella sua narrazione. Un ruolo centrale svolgono in tutto ciò gli odori e l'olfatto che, secondo Doderer, si adatta particolarmente a ricongiungere mondo interno e mondo esterno, passato e futuro. Nel suo ruolo essenziale per la restaurazione di un'unità tra mondo interno e mondo esterno, la "Aura" è per Doderer "das eigentlich Sichtbar-Machende". Nella raffigurazione di questi momenti &endash; nell'Alsergrund, al Prater, a Prein an der Rax &endash; si realizza in maniera esemplare il concetto dodereriano dell'"anatomia dell'attimo". Il tempo si ferma, regna il "Tempo zero"; in sottofondo si percepiscono il forte mormorio con cui la "profondità degli anni" - è questo il sottotitolo della "Strudlhofstiege" &endash; penetra nel presente, e i profumi che introducono e accompagnano il ritorno del passato: Melzer, Leonhard Kakabsa, René Stangeler, tutti questi personaggi, hanno "buon fiuto", almeno a tratti, e raggiungono anche grazie a ciò la loro "Menschwerdung". In questo senso l'opera di Doderer offre anche un importante insegnamento di filosofia esistenziale: chi sa usare bene il proprio naso e gli altri sensi, acquisirà un rapporto corretto con la realtà ed entrerà nel pieno possesso della propria vita. "Und wer nicht riechen will, muss fühlen"[parafrasi di un modo di dire tedesco "Wer nicht hören will, muss fühlen": "chi non vuole ascoltare consigli, imparerà a sue spese", NdT]. |
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